Saliamo sul treno LinkedIn e partiamo!

Organizzato il viaggio, programmato l’itinerario da seguire e messo in valigia tutto il necessario per accompagnarci in questa nuova avventura, siamo quindi finalmente pronti a partire, salendo su quel treno in corsa che si chiama LinkedIn e che ci consentirà di percorrere almeno parte della distanza che occorre per arrivare alla nostra meta finale: la “destinazione lavoro”.

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A noi – che oltre ad essere consulenti di outplacement, siamo pendolari che quotidianamente utilizzano treni e metropolitane per raggiungere il proprio posto di lavoro – piace immaginare di compiere anche il viaggio della ricerca del lavoro attraverso questi mezzi di trasporto che ci sono ormai così familiari e che possono essere funzionali al raggiungimento di destinazioni sempre più lontane e, talvolta, apparentemente inaccessibili. Certo, nel tragitto possiamo subire ritardi, contrattempi e interruzioni inaspettate, ma se si ha l’accortezza di prendere il treno giusto e al momento giusto la meta è assicurata!

Il biglietto per il “treno” lo abbiamo fatto, e messo in valigia, nel momento in cui abbiamo attivato il profilo LinkedIn, che – come definito nel post precedente – è uno dei nostri documenti identificativi di viaggio, strumento ormai essenziale ed imprescindibile per presentarsi sul mercato del lavoro e farsi conoscere da chi, percorrendo il tragitto all’inverso, sta cercando un compagno di viaggio proprio come noi.

Non avendo alcuna presunzione di voler “scoprire l’acqua calda”, in questa sede limiteremo a porre l’accento su quattro elementi fondamentali che il nostro profilo Linkedin dovrebbe sempre contenere per essere uno strumento efficace nella ricerca del lavoro:

-una fotografia dia di noi un’immagine immediata di professionalità, perché, come in ogni documento di identità che si rispetti, inserire la propria fotografia è d’obbligo!

-un titolo professionale, che nel linguaggio di Linkedin, viene definito “Sommario” e vuole dare immediatamente l’idea di chi siamo e del ruolo che possiamo e vogliamo ricoprire;

-una presentazione, il cosiddettoRiepilogo ossia la descrizione del bagaglio (per rimanere in tema) professionale e personale che ci portiamo in viaggio, non dimenticando di menzionare le parole chiave (key words) utili per identificarci e distinguerci rispetto agli altri viaggiatori;

-le informazioni di contatto, utili e necessarie per consentire agli altri viaggiatori (persone, aziende, intermediari del mercato del lavoro) di comunicare con noi.

La regola basilare da ricordare è che il profilo Linkedin non può essere il mero “copia incolla” del nostro curriculum vitae, deve invece essere la presentazione, possibilmente in forma sintetica, immediata ed originale, delle nostre caratteristiche professionali e personali, in funzione dell’obiettivo “destinazione lavoro” che ci siamo prefissati prima della partenza e del ruolo che vorremmo andare a ricoprire una volta raggiunta la meta lavorativa.

Concludiamo il nostro post, rimandandovi alle riflessioni ed indicazioni, sempre valide ed attuali, di colui che possiamo definire il “Guru di Linkedin”: Mirko Saini, esperto conoscitore delle dinamiche e delle modalità di funzionamento di questo grande mezzo di trasporto che è Linkedin e dell’immensa rete di contatti e destinazioni che, con un uso attento ed efficace, possiamo raggiungere attraverso esso.

Ecco quindi quali sono gli errori più comuni da evitare quando si sale sul “treno Linkedin”: http://www.linkedincaffe.it/35-errori-da-non-fare-in-linkedin/

Buona lettura, buon viaggio…ci ritroveremo a settembre con la quarta tappa!

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