Con il post di oggi diamo avvio alla prima di una lunga serie di interviste. Abbiamo deciso di dare voce al mondo delle start up e dell’auto-imprenditorialità.

Fairplace, nello sviluppo dei suoi servizi, ha modo di incontrare candidati desiderosi e potenziamente preparati per l’avvio di un’impresa intesa come un’attività economica professionalmente organizzata in autonomia. Sappiamo come questo desiderio inizalmente espresso, spesso sia fonte di impulso e delusioni professionali e raramente coincida con un obiettivo e progetto solido, ma soprattutto con qualità personali atte a sostenerlo nel tempo. È uno dei nostri compiti di orientamento al lavoro sondare “la stoffa per l’auto imprenditorialità”.

Questo è il motivo per cui abbiamo scelto di intervistare protagonisti di Start-Up, per partecipare allo sviluppo della cultura del lavoro imprenditoriale consapevole, proponendo la voce di chi ce l’ha fatta senza esaltarne unicamente l’entusiasmo ed il successo, ma esprimendo anche le durezze e le difficoltà, perché siano fonte d’ispirazione e di un sano necessario esame di realtà.

Zero per cento foto 1

Iniziamo da Zeropercento Milano Food Market della Cooperativa Sociale Namasté, ecco il nostro incontro con l’ideatrice Teresa Scorza.

Se si googla il tuo nome si leggono molti articoli di giornali ed interviste apparse tra 2015 e 2016 su note testate nazionali. Parlano di una matta “bocconiana” che abbandona un contratto a tempo indeterminato per inseguire la sua idea imprenditoriale: aprire un emporio solidale a km zero, gestito da persone disoccupate da almeno sei mesi, un progetto d’imprenditoria sociale basato sull’accoglienza di persone in difficoltà e sulla qualità dei prodotti che provengono da piccoli produttori agricoli selezionati. La tua idea dunque la conosciamo bene, ci racconti che cosa è successo poi?

“Più volte ho raccontato della mia idea e motivazione personale, in una delle ultime interviste ero nel pieno della ricerca di finanziamenti privati e pubblici. È successo che non ho mollato e dopo varie ricerche e in tutto il nord d’italia, l’ho trovato “sotto casa”. A dicembre 2016 la Cooperativa Namasté si è aggiudicata il Bando “Responsabilità Sociale d’Impresa” di Regione Lombardia e Comune di Milano. Un finanziamento pubblico di euro 30.000 finalizzato all’avvio di progetti sociali sul territorio, nel nostro caso la possibilità di ottenere un contratto di comodato d’uso per la locazione e ristrutturazione di una proprietà comunale nel quartiere Niguarda di Milano.”

Dall’idea imprenditoriale, passando per la stesura del Business Plan, all’apertura del negozio a Gennaio 2017, qual è stata la maggiore difficoltà riscontrata?

“Ho curato personalmente la concezione e lo spirito del progetto imprenditoriale Zeropercento, grazie alla mia formazione accademica ed esperienza professionale di Responsabile Amministrativa per Ong Internazionali e Cooperative Sociali in Italia e all’estero. In questi ultimi due anni della mia vita, ho speso molto tempo ed energie psicofisiche. Tra le mille attività pensate e svolte contemporaneamente, l’impresa più difficile è stata, ed è tutt’ora, l’analisi e la ricerca di finanziamenti. Io ho creduto e credo fortemente nella mia idea, ma non sei nessuno lì fuori e la cosa più faticosa e complicata è “chiedere dei denari” per di più a fondo perduto a chi non ti conosce. Ho presentato il progetto Zeropercento a molte Fondazioni, Incubatori sociali ed Investitori privati, la maggior parte delle volte mi sono sentita dire che l’idea era bella ma che non poteva funzionare, che non era profittevole, che … “il tuo negozio non potrà stare in piedi”. In alcuni momenti ho pensato “Lascio!”, ma ha sempre prevalso la voglia di andare avanti e arrivare sino in fondo.

Il percorso di studi e la tua professione hanno quindi influenzato la natura del progetto, quanto della tua cifra caratteriale ha inciso nell’avvio operativo della cooperativa e del negozio?

“Molto se non moltissimo, l’esperienza lavorativa come cooperante in Etiopia e Sudan mi hanno permesso di scoprirmi coraggiosa, adattabile e perseverante, caratteristiche che sicuramente mi hanno aiutata in questi ultimi due anni. Tuttavia lavorare all’estero, seppure in progetti complessi in zone ad alto rischio per Cooperazioni Internazionali, mette a disposizione somme di risorse finanziare che ne agevolano la realizzazione stessa. In Italia è nettamente diverso, se come nel mio caso si parte esclusivamente con un minimo investimento personale. Un piano di lavoro apparentemente semplice, può diventare arduo ed inesplicabile a causa dei procedimenti burocratici (autorizzazioni varie) e delle carenza di possibilità economiche.

Quale consiglio senti di dare a chi sta pensando di cimentarsi nella realizzazione di una propria impresa?

“Perseverare e non sedersi. Penso che i giovani di oggi siano più fortunati rispetto alle generazioni passate, costrette al posto fisso per mantenere mutuo e figli. Noi abbiamo più possibilità. Io mi sento fortunata perché posso provarci, poi potrà andra bene o no, ma il rischio è contenuto e calcolato. Inoltre il mio consiglio è quello di imparare dai NO ricevuti e riflettere sempre su di sé e sulla propria idea. Se sono riuscita ad aprire Zeropercento Milano Food Market, è anche perché un caldo giorno dell’estate scorsa, dopo mezza giornata lavorativa ho preso un permesso e sono andata in Liguria ad incontrare un consulente di un’Incubatore sociale che mi demoralizzò ed aiutò allo stesso tempo. Mi disse “tu mi piaci, ma non credo nella tua idea e penso che non potresti reggere un’anno di affitto se non opti per un contratto di comodato”. Ho incassato con amarezza il colpo, ma sono stata brava a non pensare di aver ragione io. Ho riflettuto e preso seriamente in considerazione la sua opinione e ho ridimensionato il mio progetto. Quindi consiglio di non partire in quinta, ma di procedere passo dopo passo, stimando accuratamente le reali possibilità. Il Business Plan è sicuramente una valida bussola, ma poi la realtà dei fatti e dei costi è altra storia”

Da gennaio che cosa hai combinato?

“Abbiamo ristrutturato i locali, ottenuto le necessarie autorizzazioni e potuto assumere il primo dipendente. Paola è la Store Manager che ho selezionato tra le 200 candidature arrivate dopo la pubblicazione del nostro primo annuncio. Insieme ci siamo da subito concentrate sulla valutazione dei fornitori e sulla rete delle relazioni sul territorio con Associazioni e Cooperative Sociali. Con noi c’è il primo Tirocinante avviato all’inserimento lavorativo segnalotoci da una realtà della provincia sud di Milano: Stefano, 40 anni, alla ricerca di un lavoro da circa 1 anno e mezzo. Da settembre 2017 con il Comune di Milano avvieremo un secondo percorso di tirocinio. Per il momento ci stiamo facendo conoscere nel quartiere con attività di promozione, dal volantinaggio alla “biciletta ombrellone” acquistata per vendere macedonia fresca all’ingresso dell’Ospedale Niguarda. I nostri prodotti sono genuini a Km zero e non, ma soprattutto supportano le attività di diverse altre imprese sociali. Vi invito ora a venire a gustare l’ottimo e fresco succo “Frutti rossi di Sicilia” di arancia rossa, fico d’india, uva rosa e melagrana.”

Cin! Grazie Teresa.

http://www.progettonamaste.it/

zeroXcento

Cari lettori, andate a trovare Teresa!

Noi vi diamo appuntamento a presto con una nuova intervista!

 

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