Il 12 maggio si è celebrata la tradizionale Festa della Mamma e per un paio di noi di Fairplace la festa è stata doppia, essendo diventate mamme da qualche anni e quindi un po’ “equilibriste” nel nuovo scenario casa-lavoro.

Molti sono i post pubblicati negli scorsi giorni dedicati a questa festa, ma quelli che ci hanno colpito di più (trovandoci direttamente interessate) sono quelli che parlano della situazione delle madri lavoratrici.

L’attenzione è caduta innanzitutto sul recente rapporto annuale di Save The Children Italia “Le equilibriste, la maternità in Italia” (https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/le-equilibriste-la-maternita-italia_1.pdf ) e sui dati ISTAT in esso riportati, che evidenziano ancora una volta quanto sia difficile (seppur non impossibile) per le donne italiane conciliare vita privata, familiare e professionale.

Difficoltà che spesso comportano scelte difficili o non soddisfacenti in termini di occupazione lavorativa o addirittura di abbandono del lavoro almeno per i primi anni di vita dei figli, con conseguenti difficoltà a rientrarvi successivamente.

I dati ISTAT sono significativi: in Italia nel 2018 il livello di occupazione tra le donne senza figli nella fascia di età 25-49 anni è stato pari al 64,3%, mentre per le mamme lavoratrici con figli minorenni la percentuale di occupazione si attesta al 56,8%, in entrambi i casi ancora inferiore e lontano dalla media di genere europea.

Sempre di più le donne in Italia si trovano costrette a scegliere tra il diritto di affermarsi professionalmente ed il diritto di diventare al contempo madri, i tempi della maternità si allungano (aumentando il numero delle “primipare” ultraquarantenni) e/o il numero dei figli per famiglia diminuisce (in Italia il tasso di fecondità nel 2018 è stato di 1,32 figli per donna, nel 1970 era pari a 2,68).

Questo perché spesso si è incorsi nel pregiudizio che una donna, dopo essere diventata madre, rende professionalmente meno rispetto a chi figli non ne ha.

In realtà le donne con figli possono essere preziose risorse per le aziende grazie alle competenze trasversali ed alle abilità multitasking che sviluppano a seguito della maternità: pianificazione ed organizzazione in primis, rispetto di tempi e scadenze, empatia, resilienza, problem solving e capacità di affrontare gli imprevisti con la giusta razionalità, consapevolezza e tempestività.

L’analisi riportata in questo articolo di Manager Italia lo dimostra:

https://www.manageritalia.it/it/lavoro/chi-fa-figli-non-fa-carriera-maternita-e-lavoro

Le aziende che hanno capito il valore di queste risorse, maturando quindi una maggiore sensibilità ai problemi di conciliazione tra impegni familiari e professionali, stanno attuando da qualche anno politiche e misure di welfare idonee a supportare i propri dipendenti nella gestione contemporanea di lavoro e famiglia: flessibilità negli orari e smart-working sono una conquista fondamentale per le mamme lavoratrici (ma anche per i papà) ed un incentivo alla motivazione ed all’efficienza non indifferente!

Noi in Fairplace applichiamo queste misure.

E nella vostra azienda, come funziona?

 

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