Capitiamo per caso su http://www.generationmover.com e scopriamo così il progetto “Generation Mover”, nato dall’intuizione di Isabella Pierantoni, “futurista-coach” (come si autodefinisce) e sociologa, esperta dei comportamenti generazionali in Italia in ambito professionale

Generation Mover  è un intervento formativo/consulenziale che utilizza, appunto, il fattore generazionale in ambito organizzativo e che può apportare molteplici benefici alle aziende che lo applicano: miglioramento delle relazioni interne, valorizzazione e motivazione risorse,  risoluzione conflitti, semplificazione dei processi di avvicendamento manageriale…sono solo alcuni degli obiettivi che il team di consulenti di Generation Mover si prefigge di ottenere.

Ma quali e quante sono le attuali generazioni?

Partiamo dalla definizione di “generazione”:

“Insieme di persone  vissuto nello stesso periodo ed esposto ad  eventi che l’hanno caratterizzato. Eventi che influiscono sulla generazione che li ha vissuti, determinandone un mantenimento di caratteristiche proprie di quel momento storico, culturale e sociale.”

Su questa base, possiamo quindi affermare che dal 2010, sono 7 le generazioni che convivono insieme su questo pianeta e sono portatrici di visioni del mondo profondamente diverse tra loro, ma anche con punti di incontro incredibili, a volte difficili da vedere.

Su “Generation Mover” troviamo questo schema che più chiaro non si può!

Ed ecco che subito parte il “Ma tu di che generazione sei?”

In Fairplace la X Generation la fa da padrone, ma anche i Millenials si fanno -prepotentemente- sentire!

Si tratta comunque di pochi anni di differenza e parlare di gap generazionale è eccessivo…tuttavia questa categorizzazione fa riflettere.

Se è vero che per una convivenza pacifica tra “senatori” e “primavere”,  i leader non hanno altra scelta se non quella di adottare degli stili flessibili, adattandoli di volta in volta al team o ai singoli collaboratori, è altrettanto vero che un’eccessiva categorizzazione può avere anche effetti negativi (come la creazione di stereotipi e pregiudizi).

Per questo, posto che alcune caratteristiche peculiari appartengano a una data categoria/generazione, non è mai una buona idea dare per scontato che una qualunque persona, in base all’età anagrafica, avrà per forza queste caratteristiche.
Per fare un esempio: ci sono ottantenni che sanno usare perfettamente il computer e interagire sui social, con un’ottima impressione di questi strumenti, così come ci sono trentenni poco avvezze alle nuove dinamiche!

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