Il blog riparte con un argomento mutuato dal mondo dello sport: gli obiettivi performance e gli obiettivi risultato. Nella costruzione di un processo che porta al raggiungimento di un successo sportivo, infatti, la definizione dgli obiettivi è uno degli step fondamentali.

Ma in che cosa si differenziano gli obiettivi performance dagli obiettivi risultato?

Per obiettivi performance s’intendono quelli in cui l’attenzione è rivolta a ciò che è sotto il nostro controllo; siamo cioè concentrati sulla nostra preparazione, sul nostro allenamento e sulla qualità della nostra prestazione. Durante una gara, ad esempio, l’atleta sarà focalizzato essenzialmente sull’allenamento e sul compimento della prova.

Quando miriamo, invece, agli obiettivi risultato dirigiamo la nostra attenzione al raggiungimento del risultato finale; viene quindi dato risalto non tanto alla qualità della prestazione, quanto al posizionamento desiderato. Pertanto l’atleta guidato dall’obiettivo risultato si concentrerà più sulla vittoria e sull’avversario da superare che sulla prova stessa.

Strettamente collegato agli obiettivi performance e agli obiettivi risultato è il concetto di autoefficacia, “la consapevolezza di essere capace di dominare specifiche attività, situazione ed eventi in modo efficace”, (Albert Bandura psicologo canadese 1925 – oggi), ovvero la convinzione di riuscire a farcela con le risorse a disposizione in una determinata circostanza.

Secondo A. Bandura, il senso di autoefficacia rispetto ad una prestazione deriva da tre fattori:

  • convinzione di sapere cosa occorre fare per raggiungere un certo risultato;
  • consapevolezza di possedere le capacità per farlo;
  • convinzione che con un determinato comportamento otterremo il risultato atteso.

Possiamo quindi affermare che chi ha un alto senso di autoefficacia sarà maggiormente orientato al raggiungimento di un obiettivo performance, mentre le persone con scarso senso di autoefficacia saranno focalizzate maggiormente sull’obiettivo risultato.

Quindi, i comportamenti e le prestazioni individuali sono fortemente influenzati dalle aspettative riguardo le proprie capacità. Ad impattare sulle future performance, sono le sempre soggettive e discutibili interpretazioni e attribuzioni causali dei propri successi. Così una persona che ritiene che il risultato della sua prestazione vari in funzione del suo impegno, quindi in funzione di una causa interna e controllabile, avrà maggiori aspettative di riuscire rispetto a chi è convinto che il successo in una determinata situazione sia determinato principalmente da cause esterne e incontrollabili (come ad es. la fortuna).

Allo stesso modo, l’individuo che nel valutare le proprie prestazioni passate, si spiega i propri successi attribuendoli a cause interne e controllabili (le proprie capacità, impegno, determinazione e tenacia) tenderà a credere che i successi saranno più facilmente ottenibili in futuro, alimentando quindi aspettative positive riguardo le performance future.

Viceversa, attribuire il proprio insuccesso a fattori esterni, instabili, incontrollabili, porterà a ritenere che i risultati negativi/insuccessi si verificheranno di nuovo in altre circostanze, innescando una spirale di sfiducia nelle proprie capacità e un senso di impotenza.

Pertanto le credenze di autoefficacia inerenti la propria capacità di svolgere un compito ed i risultati attesi finiscono per avere un effetto predittivo sul comportamento effettivo.

Il grado di autoefficacia va ad incidere anche sul modo in cui affrontiamo il colloquio di selezione.

Ma in che modo?

Un candidato dotato di un’alta convinzione di autoefficacia si preparerà al colloquio andando a rivedere le proprie esperienze professionali, episodi di successo, punti di forza, ricercando i punti di contatto tra la propria esperienza professionale e la posizione lavorativa per la quale sta concorrendo.

Chi, al contrario, ha una bassa convinzione di autoefficacia sarà maggiormente concentrato sul selezionatore, sul cercare di prevedere eventuali domande e sugli altri candidati concorrenti alla posizione.

E’ quindi importante prepararsi in modo accurato al colloquio al fine di aumentare il senso di autoefficacia e non affidare al caso l’esito della prova.

 

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